Riflessioni: Cucina come fai l’amore.

Si dice sempre “dimmi come mangi e ti dirò come sei a letto” ma…

Se invece di considerare il modo più o meno burbero di guardare la portata, se invece di studiare la forchettata più delicata o quella più rozza, si facesse più caso a come si preparano i piatti in cucina?

A nessuno è mai venuto in mente che in base a come una persona prepara una pietanza, si può scoprire come questa è sotto le coperte?

Ci sono quei “cuochi” che mettono tutti gli ingredienti sul tavolo e due minuti dopo hanno fatto un piatto, ci sono gli chef che sistemano al milligrammo tutti gli ingredienti di cui ha bisogno disponendoli secondo un preciso ordine mentale, ed utilizzandoli con la massima cura e la più attenta concentrazione, ci sono quelli che cucinano “per sopravvivere” e neanche sanno cosa buttano in pentola.

E se il modo di cucinare di una persona rispecchiasse l’approccio nell’intimità, quasi come fossero i preliminari di un rapporto sessuale, mentre il cibarsi della sua “creatura”  rappresentasse l’amplesso vero e proprio?

Magari poi, completato il piatto principale, rimane da studiare il dolce, con quel commensale che va dritto al digestivo (addormentandosi un attimo dopo), oppure con quello che sceglie con occhi da cerbiatto tra i vari dolcetti (riempiendovi di baci e carezze mentre siete voi ad addormentarvi!)….

E voi, che Chef siete? 

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