Secondi Piatti: Scaloppine di Pollo con Funghi

Buona sera!
Come promesso a Fausta sul mio precedente post in cui si parlava di Sonia Peronaci e la splendida sorpresa che mi ha fatto, mi accingo a postare, in attesa che la focaccia sia pronta da cuocere, la ricetta delle scaloppine!
Avendo il pc in panne, scrivo dall’app dell’iPhone, quindi perdonate qualsiasi refuso non sia riuscita a notare in fase di stesura!

Ingredienti:
– 2 fette di pollo;
– 2 bicchieri di funghi misti congelati;
– una noce di burro;
– farina;
– sale.

Preparazione:
– Innanzitutto ho sciacquato velocemente i funghi sotto l’acqua senza farli scongelare completamente;
– ho messo a sciogliere una noce di burro in pentola, quindi ci ho cotto i funghi a fuoco medio-alto per 10-15 minuti (non troppo peró mi piacciono “croccanti”;
– ho passato le fettine nella farina e le ho adagiate sui funghi, ho salato, abbassato il fuoco ed atteso la cottura del pollo.

Il risultato è questo:

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Un piccolo appunto su Sonia Peronaci

Sono mesi che manco sulla scena, sapete delle mie gravidanze interrotte, della mia corsa sfrenata alla ricerca di lavoro e del mio tentar di non stare con le mani in mano mentre il mondo ricomincia a girare anche da queste parti, però sul mio profilo Instagram posto sempre le immagini dei miei piatti, nella speranza un giorno di riuscire a rimettere in piedi i pezzi della mia vita e avere un po’ di spinta a ricominciare a dedicarmi anche al blog di cucina.

Forse la spinta me l’ha data oggi Sonia Peronaci, che sicuramente tutti conoscete come la fondatrice del blog più amato e visitato e visualizzato e ribloggato e ricercato e cliccato e… e… e… e… e…: GialloZafferano!

Stamattina mi sono svegliata, mi sono lavata, preparata e bla bla bla, e come faccio sempre, mentre attendo che la macchina del caffè si scalda, dò un’occhiata ai miei bloggers di WordPress, a Instagram, Etsy e così via…. e cosa ti vedo?

Ho avuto un infarto!

Mi ha fatto un enorme piacere, considerato quante volte ho preso spunto dalle tue ricette dagli albori del tuo blog e tutt’ora! Sono felicissima!!!!!

Direttamente dal mio cellulare, con un piccolo tono di rosso per rendere la cosa più visibile…. Sto ancora a bocca aperta dall’emozione! La ricetta è una scaloppina di pollo con salsa di funghi (tra l’altre mi è venuta decisamente buona)!

Like di Sonia Peronaci a una mia ricetta

Like di Sonia Peronaci a una mia ricetta

Secondi Piatti : Tagliata con Uvetta e Pinoli

Mio marito mi ha chiesto un piatto che mangiò eoni fa in Calabria (credo). Da che lo conosco, insiste nel chiedermelo, ma siccome gli ingredienti non sono proprio tra i più economici, rimandiamo sempre. Oggi, per festeggiare un giorno a casa tutto per noi, abbiamo deciso di fare la pazzia, così siamo andati dal nostro macellaio di fiducia, abbiamo chiesto la miglior carne di manzo che aveva e ho inventato la ricetta che mio marito tanto chiedeva…

Il risultato, estetico, ma anche di sapore, è stato eccezionale. Sicuramente da rifare 🙂

Ingredienti:

  • 1/2 kg di Tagliata di manzo;
  • 50 gr di pinoli;
  • 30-40 gr di uvetta passa;
  • 30 gr di burro;
  • Rosmarino e timo;
  • Pepe Nero;
  • Aceto Balsamico;
  • 1 cucchiaino di zucchero;

Preparazione:

  • Mettere a bagno l’uva passa per 5 minuti;
  • Cuocere la carne a fuoco alto su Piastra o Pietra Ollare 2 minuti per lato;
  • Quando sarà pronta, chiuderla in carta alluminio con rosmarino, timo e pepe nero, evitando dispersione di calore;
  • Scolare e strizzare l’uvetta;
  • Intanto, in una padella, sciogliere il burro, aggiungervi pinoli e uva passa, quindi un bicchierino di aceto balsamico e il cucchiaino di zucchero; creatasi la cremina, spegnere il fuoco;
  • Aprire il cartoccio, quindi tagliare a fette non troppo spesse la tagliata, che andrete ad adagiare in un contenitore adatto, facendo attenzione a non perdere il sughetto che si sarà creato, cospargerne la superficie, quindi fare lo stesso con il condimento di pinoli ed uva passa appena tolto dal fuoco.
  • Mettere tutto a scaldare con il grill del forno per un paio di minuti, quindi servire.

Devo ammettere che non l’avevo mai provata la tagliata cotta e mangiata così, ma oltre ad essere di veloce preparazione, il suo sapore ha raggiunto livelli che le mie papille gustative neanche immaginavano.

Consigliatissimo! 🙂

Tagliata con uvetta passa e pinoli

Tagliata con uvetta passa e pinoli

Tagliata con uvetta passa e pinoli

Tagliata con uvetta passa e pinoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondi Piatti Vegan: Melanzane Ripiene

Melanzane Ripiene

Secondi Piatti: Melanzane Ripiene

Sta per arrivare l’estate e con essa anche le verdure più saporite. Le melanzane si trovano tutto l’anno, ormai, ma quelle più saporite cominciano ad uscire con il calore estivo, quindi da giugno a settembre.

Non sono ancora nel loro massimo splendore, infatti, ma la voglia di farle era tanta e non ho saputo resistere 🙂

La prima intenzione erano le melanzane ripiene della nonna, con pangrattato, aglio e prezzemolo, ma ho voluto sperimentare una nuova idea, nata per caso e devo dire che ne è valsa la pena!!

Ingredienti:

  • 3 melanzane;
  • passata di pomodoro;
  • olive verdi denocciolate sott’olio;
  • 2 spicchi di aglio fresco;
  • mollica di pane raffermo;
  • parmigiano reggiano;
  • 4 sottilette;
  • olio e sale qb.

Preparazione:

  • Pulire le melanzane, tagliarne due a metà e svuotarle al centro, formando una barchetta; la terza va invece pelata e tagliata a cubetti insieme agli avanzi delle altre due.
  • Mettere a bollire per 2-3 minuti le barchette, contemporaneamente far rosolare l’aglio fresco con olio EVO, quindi aggiungervi i quadrucci di melanzana con le olive stagliuzzate in piccoli pezzetti, salarli e lasciarli ammorbidire.
  • Le barchette andranno poi sistemate nella leccarda del forno, mentre i cubetti ormai ammorbiditi andranno tolti dal fuoco e fatti amalgamare con passata di pomodoro, parmigiano grattugiato e la mollica del pane spezzettata.
  • Il composto andrà a riempire quindi le barchette, che dovranno quasi straripare 🙂
  • Andrà quindi aggiunto uno strato di passata di pomodoro, le sottilette e di nuovo il parmigiano.
  • Infornati per circa 30 minuti a 180°C, poi altri 5 minuti di grill per la “doratura”.

Ottimi come secondo piatto “leggero”, o anche come piatto unico accompagnato da un’insalatina mista. Strabilianti!

Secondi Piatti: Gamberetti su letto di Rucola e Pomodorini

Secondo Piatto: Gamberetti su letto di Rucola e Pomodorini

Secondo Piatto: Gamberetti su letto di Rucola e Pomodorini

Mia madre ci ha preso gusto.

Ora mi manda tramite Whatsapp una foto al giorno con un piatto nuovo. Ahhhhh le mamme!

Questo piatto ve lo propongo come secondo piatto (quindi con quantità più ricche di quelle in foto), ma se volete potete presentarlo anche come antipasto.

Ingredienti:

  • 300 gr di Gamberetti;
  • 200 gr di Rucola;
  • Pomodorini Ciliegino q.b.;
  • 100 gr Parmigiano Reggiano a Scaglie;
  • Sale e Olio EVO;
  • Glassa di aceto balsamico;

Preparazione:

La preparazione è abbastanza semplice, sono tutti ingredienti praticamente pronti, quindi si tratta più di comporre il piatto piuttosto che di cucinare.

Probabilmente anche i gamberetti saranno già precotti (in questo caso vi consiglio di sfumarli in un po’ di vino bianco), ma qualora non lo fossero, andranno puliti sotto acqua corrente, lessati pochi istanti e sgusciati una volta cotti.

Per la composizione, preparare invece un letto di rucola, aggiungervi i pomodorini, quindi i gamberetti, spruzzare il parmigiano sul tutto e aggiungervi la glassa di Aceto Balsamico nella quantità preferita.

Un filo di olio su tutto il piatto e un pizzico di sale e il piatto è pronto! 🙂

Happy St. Patrick’s Day!

Happy St. Patrick's Day

Happy St. Patrick’s Day

Ho vissuto un anno in Irlanda.
Da quando l’ho lasciata, ormai 7 anni fa, la mia mente non fa altro che tornarci.
In Irlanda ho lasciato un pezzo di cuore, saranno i verdi prati infiniti, di un verde che non ho mai visto in nessun altro posto; sará la Guinness dai mille sapori o la anche più popolare Smithwick’s che nei veri pub irlandesi va via che è una meraviglia; sarà la cordialitá, la simpatia, l’allegria o la resistenza all’alcohol del popolo.
Sará la musica, che accompagna ogni bevuta al pub, oppure le danze irlandesi, che accompagnano ogni concerto improvvisato anche nel più sperduto pub di paese.
Sarà che ho avuto l’esperienza lavorativa ad oggi più bella ed appagante della mia vita, nonostante fossi una semplice “sandwich artist” (ero registrata così all’ufficio del lavoro).
Non lo so cosa sia stato a catturarmi così tanto dell’Irlanda, eppure non passa giorno che non sogni di tornarci.
Quando vedo la mia Galway, ho un sussulto al cuore, quando parlo dell’isola di smeraldo ho i brividi, gli occhi che si fanno lucidi e un sorriso ebete stampato sul volto!
Anche ora, se poteste vedermi, riconoscereste i sintomi della mia malattia irish!

Per il fantastico passato coi druidi, per la piacevole venuta di San Patrizio, per il Samhain e per i vichinghi, non sono io la giusta interlocutrice. Ma vi consiglio fortemente la lettura di due capolavori, scritti da Edward Rutherfurd: “i Principi d’Irlanda” e “i Ribelli d’Irlanda”, un romanzo storico molto preciso e ben scritto, diviso appunto in due volumi, in cui potrete scoprire le tappe storiche di un Isola magica come l’Irlanda.
Se siete, invece, più curiosi del solo periodo di ascesa del Cristianesimo attraverso le avventure di San Patrizio, vi consiglio di armarvi di pazienza e cercare il meno recente “Il Cavaliere Irlandese” di Osborne Mcknight Juilene.

Ho visitato, ahimé, solo la Repubblica d’Irlanda, ma in ogni posto visitato qualcosa mi ha rapito e colpito ed ha pian piano scavato un solco nel cuore.

Dublino mi ha colpito per la freneticità tipica di una città raccolta in uno spazio relativamente piccolo ma ben organizzato. Mi è rimasto impresso l’accento chiuso (che viene preso in giro anche dal resto del popolo), i semafori per i non vedenti quando a Roma non avevamo ancora neanche quelli per i vedenti, mi è rimasto impresso il mio primo appuntamento con il Dunne’s Store e il Pennys, dei veri e propri mega-magazzini in cui trovare abbigliamento, cibo e articoli per la casa a prezzi decisamente ottimi per la qualità ottenuta (basti pensare che nel Natale del 2006 ho comprato un trench a 20€ che ha esalato l’ultimo respiro quest’inverno, mentre il giubbino nero a 10€ è ancora nel cassetto).

Cork mi è piaciuta per il gigante mercato al chiuso, per essere ancora così inglese nell’aspetto, nonostante non lo sia più da qualche anetto ormai. Mi è piaciuta per l’aria da città che emana in un Paese in cui la città più grande rimane comunque circoscritta a pochi km2 e a qualche migliaio di abitanti.

Kilkenny mi ha lasciato nel cuore l’aspetto medievale e colorato al tempo stesso, per la buona birra a cui ha dato il nome, per il popolo sorridente nonostante mi fosse stato detto diversamente da alcuni amici galwaygiani!

Kinvara, dove ho preso il sole su uno scoglio nell’oceano, dopo una mangiata sensazionale di Salmone Irlandese al pub di fronte alla “spiaggia”!

E poi, ultima ma non ultima, la mia amata Galway, con la Salthill promenade sulla baia, con i suoi musicisti sempre attivi in Shop Street, con il wifi gratuito in Eire Square, con la simpatica vecchina che preparava maglioni di lana in mezzo alla strada, con il negozio che ha inventato il famoso e adorabile Claddagh Ring, che a seconda di come viene indossato specifica se si è aperti o meno a nuove relazioni.
Nella mia Galway c’è la passeggiata lungo il Corrib, dove i pescatori cercano Salmoni da portare a casa. Nella mia Galway c’è il Galway Arts Festival, ma anche quando non c’è, l’arte non manca di esprimersi.
A Galway si respira aria di gioia, di pace.
A Galway ci sono gli irlandesi più simpatici d’Irlanda.
Da Galway si raggiungono i posti più incantevoli della Repubblica, il Dolmen tra i prati, il Burren, le Cliffs of Moher ma anche le Aran Islands. Una menzione speciale alle meravigliose distese verdi del Connemara
A Galway c’è tutto un mondo da scoprire.

Ma in Irlanda non c’è “solo” questo.
C’è anche una cultura culinaria, anche se sembra strano dirlo, interessante, che spazia dal popolare Fish and Chips, al più elegante e raffinato Irish Fish Chowder, per tornare al quotidiano Baked Potato (non per nulla gli irlandesi vengono “simpaticamente” definiti Potato Eater, ossia mangiapatate!) e risalire la scala della classe con una porzione di Irish Roasted Salmon e una fetta di Brown Bread.
Ma c’è anche l’ereditato Muffin e il fastastico Scone, il primo per colazione, il secondo per il thè delle 5. Ma dopo cena? Per il dopo cena una fetta di Cheescake, una goccia di Irish Coffee e per finire uno shot di Connemara Whiskey (mi raccomando, whiskey e non whisky, non confondiamo la cultura dell’Irlanda con quella scozzese o canadese, si risentono un po’!!!)

Ho provato almeno una volta ciascuno le ricette sopra nominate, troppi anni fa per averne tenuta memoria e foto, ma è mia intenzione quella di cimentarmi di nuovo e farvi conoscere anche questo lato d’Irlanda poco conosciuto.

Scusate per essermi dilungata troppo, spero di non avervi tediato ma, anzi, ispirato le vostre prossime vacanze 🙂

Ps: qualora vi venisse voglia di andare in Irlanda, non dimenticate che tradizione vuole che si onori il Paese e il popolo con una pinta di Guinness appena messo piede sul suolo e una pinta prima di andar via!

Vi lascio anche qualche canzone tipica da imparare, spesso basta cominciare a fischiettarle in un pub per farsi nuovi amici 🙂

Tiddly Beer

Oro Se do Bheatha Bhaile

Some say the Devil is Dead

Green and Red of Mayo